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Smarrimento: cosa fare2018-07-22T09:58:26+00:00

I cani smarriti costituiscono un’alta percentuale dei cani presenti nei canili italiani, oltre a quelli volutamente abbandonati o nati randagi.

Nonostante abbiano un padrone e approdino in canile, spesso ricongiungerli alla famiglia non è così automatico.

La legge impone ormai da qualche anno che i cani di proprietà vengano microchippati dal padrone; con l’inserimento del microchip (presso le asl o i veterinari abilitati) e l’iscrizione in anagrafe canina, l’animale è reso riconoscibile e quindi è possibile ricondurlo a casa.

Moltissimi ancora però non hanno provveduto all’inserimento del microchip e nemmeno a dotare il proprio animale di una medaglietta al collo con i propri recapiti telefonici (modalità che non sostituisce l’obbligo di microchippatura ma è in aggiunta assolutamente utile e consigliabile).

Pertanto, quando un quattrozampe viene accalappiato ed entra in un canile, rischia di rimanervi a vita… o fino a nuova adozione.

E’ importante sapere che:

  • quando un cane viene accalappiato perché vagante, viene di norma condotto presso il canile Municipale della zona (o in alternativa presso strutture private che fungono anche da canile sanitario);
  • il canile in cui verrà portato l’animale è quello di riferimento del Comune sulla cui area è stato ritrovato il cane (pertanto non è detto che un cane scappato nel Comune X non possa essere ritrovato e accalappiato sul territorio del Comune Y dove magari si è spinto vagando… e i canili di riferimento possono essere diversi);
  • passato un periodo nel canile sanitario (solitamente 10/15 gg) il cane se non ancora reclamato dal padrone (o restituito perché microchippato), viene trasferito in un canile privato convenzionato;
  • il canile privato convenzionato può trovarsi a pochi chilometri di distanza oppure può essere collocato anche in altre Province o in alcuni casi… in altre Regioni (la Legge Regionale Lombardia, ad esempio, impone un massimo di 30 km dal luogo di ritrovamento, ma moltissimi Comuni non hanno ancora provveduto a regolarizzarsi).

Si capisce quindi che, spesso, qualora un cane non sia microchippato è piuttosto difficile e complicato per un padrone che intenda cercarlo riuscire a intercettare subito dove si trovi.

Per questo bisogna:

  • contattare Asl, Comune e Polizia Locale per fare denuncia di smarrimento;
  • richiedere nome e indirizzo del canile sanitario e di quello privato convenzionato con il Comune sul cui territorio si è smarrito il cane e andare a controllare di persona la presenza o meno dell’animale;
  • informarsi sui nomi e gli indirizzi di tutte le strutture attigue (e anche più lontane) sul territorio per poterle visitare alla ricerca dell’animale.

Al tempo stesso è consigliabile:

  • contattare gli Uffici per i Diritti degli Animali del territorio comunale o provinciale e le Associazioni animaliste, che possono aiutare nel suo ritrovamento;
  • affiggere locandine con foto del cane, data e luogo di smarrimento e il proprio recapito telefonico.