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Finalmente il cucciolo è tra noi2018-07-22T09:11:55+00:00

di Francesca Granai

L’ arrivo di un cucciolo nella nostra casa e nella nostra vita è un evento importantissimo. La sua integrazione in famiglia, tuttavia, non è sempre priva di
difficoltà e ci sono alcune cose fondamentali da affrontare nel migliore dei modi per poter creare un solido legame con il proprio cucciolo e farlo crescere serenamente.

Il modo in cui si affrontano i primi mesi di vita porrà le basi del suo futuro comportamento da adulto.
Questo perché i cani nel loro ambiente naturale vivono in gruppi ordinati da precise regole di gerarchia sociale, ed è nelle prime settimane di vita che imparano i riti sociali che gli consentono di instaurare i legami con gli altri membri del branco con cui vivono, persone comprese.

La prima cosa su cui è importante soffermarsi a riflettere per evitare problemi di comunicazione, è che il cucciolo, ma i cani in generale, comunicano in modo differente dal nostro.

Non usano le parole e non fanno lunghi discorsi come gli umani, la loro comunicazione avviene tutta attraverso il linguaggio del corpo, e non possiamo pretendere che un cucciolo di qualche mese capisca da subito le nostre indicazioni, a maggior ragione se vengono fornite in modo poco chiaro.

Dobbiamo infatti “parlare” come un cane per essere “capiti e ascoltati da un cane”.

Una cosa importantissima appena il cucciolo arriva a casa nostra è lasciarlo libero di esplorare il nuovo ambiente, e cercare il più possibile di non creargli stress continuandolo a chiamare o ad accarezzare.

Dobbiamo ricordare che è appena stato allontanato dall’ambiente più sicuro e confortevole per lui, la mamma con i fratellini, per cui potrebbe essere spaventato, e le nostre invadenti attenzioni potrebbero ai suoi occhi essere fraintese e intimorirlo.

Diventa indispensabile lasciargli trovare degli spazi all’interno della nostra casa che lo facciano sentire a proprio agio e lasciarlo tranquillo il più possibile, almeno i primi giorni.

Il compito di un bravo proprietario è proprio quello di essere una buona base sicura per il cucciolo, ossia un riferimento stabile che fornisce sicurezza e protezione nell’affrontare le numerose esperienze che tutti i giorni si manifestano. Ciò non toglie il fatto che sarà compito indispensabile per il proprietario incoraggiare e motivare il cucciolo a conoscere l’ambiente che lo circonda, aiutandolo a socializzare il più possibile con l’esterno per farlo diventare un adulto sereno ed equilibrato (presentargli altri cani, varie tipologie di persone, luoghi, rumori, moto, biciclette, etc. saranno un buon
allenamento).

Come si insegna ad un cucciolo a non sporcare in casa? Questa è una difficoltà che accumuna la maggior parte dei proprietari, poiché troppo spesso vengono tramandati metodi sbagliati che non solo rallentano l’apprendimento del cucciolo, ma lo inibiscono nella relazione con il proprietario.

Spingere il muso del cucciolo nelle proprie urine, picchiarlo o utilizzare un giornale arrotolato per spaventarlo non solo non farà ottenere risultati, ma
farà diffidare il cane dal proprietario.

Così come un neonato, il cucciolo, non ha la capacità di trattenersi e nel momento in cui viene maltrattato non impara certo a non sporcare più in quel luogo, ma al contrario vive solamente sentimenti di paura e sfiducia collegati alla persona che più di tutte dovrebbe assicurargli sicurezza e protezione,
il proprietario.

Seguendo invece alcune semplici regole, è possibile in un tempo brevissimo insegnare la corretta abitudine.

  1. Scegliere il momento giusto: è importante che il cucciolo si trovi nel posto giusto quando sente il bisogno di evacuare, portandolo fuori nei momenti in cui è possibile ne abbia maggiormente bisogno (al risveglio, dopo i pasti, dopo il gioco, dopo aver bevuto). Tendenzialmente ogni due ore i cuccioli necessitano di sporcare, ma ovviamente è una cosa soggettiva, per cui la cosa migliore è osservare il proprio cane e regolarsi di conseguenza anticipandolo. Quanto più il piccolo sporcherà fuori casa, più semplice sarà per lui apprendere la cosa.
  2. Gratificare è meglio che punire: tutte le volte in cui sporca fuori lo andrò a festeggiare con lodi, carezze e dandogli succulenti premietti in modo da gratificare questo suo comportamento. Al contrario quando capiterà che sporcherà a casa, eviterò il contatto con lui. Né urla, né strilli, e neppure premi. Con il tempo il cucciolo imparerà a capire che evacuare fuori casa sarà una “mossa” a lui conveniente poiché verrà abbondantemente ricompensato.
  3. Non punirlo MAI se non lo si coglie sul fatto: l’evacuazione è un comportamento indispensabile e naturale e per questo motivo sgridare o punire il cane può generare confusione. Invece di associare la punizione all’atto dello sporcare, il cane imparerà presto che il suo proprietario non vuole vedere i suoi escrementi, e il risultato sarà quello che eviterà di sporcare in sua presenza durante le passeggiate nei giardini, per poi non potersi più trattenere
    appena rientrati in casa al centro del soggiorno. Inoltre se il proprietario tornando a casa trova sporco, la cosa più insensata da fare è punirlo. Ormai
    infatti è trascorso del tempo, e il cucciolo non ricorda più ciò che è accaduto tempo prima, per cui vive la punizione solo come una grande violenza.

Infine per i proprietari che pensano che il cucciolo capisce e “sa” di aver sbagliato: sappiate che i suoi atteggiamenti di sottomissione sono semplicemente motivati dalla sua grande intelligenza, che lo spinge a voler di calmare la rabbia e le grida per lui immotivate del proprietario.

Da subito possiamo iniziare un percorso di educazione con i nostri cuccioli, le puppy class infatti sono fondamentali, ma non dobbiamo mai dimenticare di rispettare i loro ritmi e tempi da “cuccioli”.