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Cani e bebé2018-07-19T19:53:53+00:00

di Francesca Granai

Molto spesso abbiamo riscontrato che un motivo per cui i cani non vedono così di buon occhio i bambini delle loro famiglie, è che i loro proprietari hanno drasticamente mutato la relazione con loro successivamente all’arrivo dei bambini.
Infatti non è semplice essere abituati ad essere sempre al centro dell’attenzione, avere coccole e carezze costantemente, avere privilegi speciali quali salire sul divano nei momenti di relax davanti alla tv, o dormire a fianco dei proprietari sul comodo lettone, per poi venire reclusi in giardino o quando va bene, essere allontanati fisicamente dalle camere da letto perché portatori di cattivi odori o peli non igienici per i bambini.

Ci rendiamo anche conto delle preoccupazioni dei novelli genitori che desiderano il meglio per il loro bambino, sappiate ad ogni modo però che anche questa situazione può essere gestita ottenendo il massimo dei bene×ci per tutti.

Se all’improvviso infatti anche voi vi trovaste a vivere senza l’amore e la comprensione dei vostri cari, allontanati fisicamente dalla vostra casa, senza più agi e comfort e minacciati verbalmente e fisicamente ogni volta vi avvicinate a un bambino che dorme nella culla, non credo che questo vi renderebbe felici.

E siate sinceri, se all’improvviso accadesse questo nella vostra vita, non vedreste sotto una cattiva luce colui o colei che sono la causa delle vostre disavventure?

Sappiate però che è sufficiente adottare alcuni facili accorgimenti per evitare che questo avvenga, e dato che i cani imparano molto velocemente qualsiasi cosa, con un minimo di attenzione in più è possibile anche per loro imparare facilmente ad amare la nuova condizione senza creare disagi a nessuno.

Per i genitori infatti che decidono nuove regole domestiche nel momento in cui il bambino farà il suo ingresso a casa, e quindi ad esempio che il cane non potrà più avere accesso alle camere o sul divano, un suggerimento è quello di non farlo nel momento stesso in cui il bambino arriverà a casa.

Così facendo infatti i cani associano il nuovo arrivato a condizioni negative, ma l’ ideale è iniziare a precludere quelle zone al vostro cane già molti mesi prima, in modo che quando il bambino arriverà, sarà una situazione normale non avere più quelle possibilità ma non sarà associato all’ arrivo del bebè.

In generale da quando il bambino arriverà a casa, elargite ancora più coccole e attenzioni al vostro cane, in modo che lui associ una sensazione di estremo benessere al piccolo evidenziandolo come la causa scatenante delle vostre numerose premure. A questo proposito è infatti opportuno che quando il bambino il primo giorno farà il suo ingresso a casa, la mamma abbia le braccia libere per poter festeggiare e salutare il cane, dato che saranno giorni che non si vedono, al fine di comunicare da subito la voglia di unione con il cane senza dover essere limitata nei movimenti avendo il piccolo tra le braccia.

Fate conoscere al cane il bambino dalle vostre braccia facendoglielo annusare in modo che capisca che è un nuovo membro della famiglia, ma per precauzione non lasciatelo mai solo insieme al bambino, perché per quanto docile e gentile un cane possa essere, talvolta la sola curiosità di scrutare quel piccolo esserino che dorme o emette suoni strani dalla culla, può diventare causa di problemi.

Un altro utile consiglio è quello di far conoscere e prendere confidenza con le “attrezzature del bambino” prima che le utilizzi il piccolo. Quasi la maggior parte delle famiglie ormai si organizza con molti mesi in anticipo con culle, carrozzine e passeggini, per cui vederle girare per casa farà abituare il vostro cane alla cosa e non avrà difficoltà con la loro presenza quando esse faranno definitivamente parte della loro vita.

Nicholas Dodman, un noto psicologo veterinario americano che dirige una Clinica comportamentale negli Usa, suggerisce talvolta ai genitori più apprensivi la possibilità di utilizzare un bambolotto di quelli moderni da bambina con pianto incorporato, per far socializzare il loro cane durante i mesi di gravidanza della donna. Vedere infatti i propri proprietari impegnati a cullare e dare attenzioni a questa “cosa strana”, afferma Dodman, fa gradualmente abituare e accettare la condizione al cane, soprattutto nei confronti del pianto, un suono senza dubbio molto particolare per gli animali.

Tutte queste cose ad ogni modo devono essere affrontate in un ottica positiva e propositiva perché se voi sarete degli adulti responsabili, avrete la grande opportunità di arricchire la vita di vostro figlio di un dono prezioso come il crescere accompagnati dall’amore incondizionato del vostro cane.

A testimonianza di questo sono stati effettuati degli studi condotti da famosi psicologi e psicoterapeuti che dimostrano gli effetti bene×ci nella vita dei bambini che hanno avuto la possibilità di crescere con un cane a loro fianco. Grazie alla relazione profonda che il bambino instaura con il cane infatti, questi ha la possibilità di decentrarsi, e sviluppare la capacità di comprendere il diverso e non essere totalmente orientato su se stesso a vantaggio dei legami interpersonali che nella sua vita avrà con le altre persone.
Il forte legame di attaccamento nel bambino, sviluppa la sua capacità di esprimere le emozioni, il senso di conforto, di consolazione, di gioia e amore.

Non è raro infatti che i bambini si confidino con i cani, parlino con loro dei propri sogni e dei loro pensieri.
I cani aiutano ad aumentare la sicurezza e l’autostima nei nostri bambini, perché li rendono responsabili e capaci di assolvere a compiti da “grandi” come ad esempio dare loro da mangiare e portarli a passeggio, tutte attività che creano dentro di loro l’idea di essere in grado di occuparsi di cose importanti e degne di merito.

Vi suggeriamo perciò di creare le condizioni positive che permettano ai vostri bambini di creare un rapporto empatico con i cani, perché così facendo darete la possibilità ai vostri ×gli di aumentare, consolidare e ampli×care le loro emozioni e vivere così tutti insieme una vita piena di gioia e tranquillità.