Riporto di
seguito il testo di un volantino del dott. Larosa che spiega come la
sterilizzazione non sia soltanto consigliata, ma anche un vero e proprio dovere
nei confronti dei nostri amici animali. E non riguarda solo i cani randagi, ma
anche i cani "di proprietà", che spesso procreano cucciolate
indesiderate che i padroni, gli unici colpevoli, non sanno come gestire e
che spesso finiscono ad alimentare il numero sempre crescente di cani nei
canili.
PERCHE’ CONVIENE
STERILIZZARE
Dott. Larosa
I
pro e i contro per combattere il continuo aumento di cani e gatti e,
conseguentemente, l’abbandono dei nostri amici a quattro zampe.
Cosa
succederebbe se, come da molti ritenuto
necessario, ogni cagna o gatta avesse almeno una volta nella vita una
cucciolata?
La Dottoressa Laura Torriani, segretario dell’ANMVI (Associazione Nazionale
Medici Veterinari Italiani) ha calcolato in modo molto semplice che se così
fosse ogni animale “produrrebbe” una media di circa 6 cuccioli, considerando
che a volte sono di più, altre di meno…
Se la metà sono femmine (3), anche queste nel giro di due anni avranno messo al
mondo 18 cuccioli.
In 2 anni: da 9 femmine – 54 cuccioli
dopo altri 2 anni: Da 27 femmine – 162 cuccioli
dopo ancora altri 2 anni: da 81 femmine si avrebbero circa 486 cuccioli.
In 10 anni la cifra totale degli animali si è quasi cinquecentuplicata. Siete
sicuri che sia così facile trovare tutte queste persone desiderose di adottare
questi animali? Se così
fosse come mai ogni anno il numero dei cani e dei gatti nei rifugi continua ad
aumentare? In
Italia sono circa 150 mila i nuovi cani abbandonati ogni anno e circa 450 mila i
gatti. Cos’è
la sterilizzazione? Di cosa si tratta e come viene effettuata?
Nel caso della femmina, due sono le possibilità di intervento.
Il primo, consiste nell’allacciare le tube, per evitare che gli ovociti,
vadano ad incontrare gli spermatozoi, sempre molto attivi, dei maschi, lasciando
in funzione la produzione di ormoni, i periodici calori e gli accoppiamenti
oramai non fecondi.
In questo modo si tranquillizzano tutti i proprietari che pensano che sia una
menomazione, nei confronti della cagnetta o della gattina, quella di effettuare
l’intervento di asportazione totale di ovaie ed utero. Nel caso del maschio,
allacciare i condotti seminali, attraverso i quali gli spermatozoi vanno a
fecondare gli ovociti prodotti dalla femmina, risolverebbe il problema delle
gravidanze indesiderate e il problema dei maschietti, proprietari degli animali,
che si immedesimano nel proprio compagno di vita, che verrebbe, secondo loro,
menomato nella loro maschilità. Pensiamo, a questo punto, solo per un attimo,
quale sarebbe, dal punto di vista fisiologico, e mentale, la cosa migliore per
il nostro amico a quattro zampe, un amico o amica che non può o non vogliamo
far accoppiare periodicamente così come la natura aveva predisposto con dei
codici e delle attrazioni tali da superare gli interessi o la noia di noi umani.
Loro non si accoppiano o si attraggono per “piacere o divertimento”.
A loro, l’istinto, indicato dalla natura e codificato in modo ben preciso da
alcuni geni, che indirettamente, li portano ad avere una attrazione
irrefrenabile tra di loro, durante il periodo del calore, la natura dice che
“devono produrre della prole” , dei cuccioli che a loro volta si
moltiplicheranno con degli istinti incontrollabili perchè “devono mantenere
la specie” .
Noi umani, allora, dobbiamo decidere se lasciar fare alla natura, impegnandoci
personalmente alla sistemazione completa e responsabile della futura prole,
oppure prendere dei provvedimenti affinchè questo venga evitato. Se prendiamo
in considerazione, cosa è meglio per lo stato di salute dell’animale, allora
non vi è alcun dubbio che, asportare completamente, sia le ovaie che l’utero,
nel caso della femmina o asportare i testicoli, nel caso del maschio sia la cosa
migliore da fare.
Asportando queste strutture, intanto eliminiamo una notevole quantità di
patologie, sia dell’età giovanile, sia della terza età a carico di questi
organi, ma, cosa ancora più importante è la precocità dell’intervento,
almeno nella femmina. Non
è vero quello che si dice, in giro per parchi e giardini, che una gravidanza ed
il successivo parto prevengano patologie tumorali a carico
dell’apparato mammario o possano prevenire alcune patologie dell’utero, o
addirittura che una eventuale gravidanza possa eliminare il presentarsi della
“falsa gravidanza” che alcune cagnette presentano dopo circa due mesi dal
calore.