
IN
CASO DI SMARRIMENTO, COME FUNZIONA E COSA FARE…
I
cani smarriti costituiscono un’alta percentuale dei cani
presenti nei canili italiani, oltre a quelli volutamente abbandonati o
nati randagi.
Nonostante
abbiano un padrone e approdino in canile, spesso ricongiungerli alla
famiglia non è così automatico.
La
legge impone ormai da qualche anno che i cani di proprietà vengano microchippati
dal padrone; con l’inserimento del microchip (presso le asl o i
veterinari abilitati) e l’iscrizione in anagrafe canina, l’animale
è reso riconoscibile e quindi è possibile ricondurlo a casa.
Moltissimi
ancora però non hanno provveduto all’inserimento del microchip e
nemmeno a dotare il proprio animale di una medaglietta al collo con i
propri recapiti telefonici (modalità che non sostituisce l’obbligo di
microchippatura ma è in aggiunta assolutamente utile e consigliabile).
Pertanto,
quando un quattrozampe viene accalappiato ed entra in un canile,
rischia di rimanervi a vita... o fino a nuova adozione.
E’
importante sapere che:
●
quando un cane viene accalappiato perché vagante, viene di norma condotto
presso il canile Municipale della zona (o in alternativa presso
strutture private che fungono anche da canile sanitario);
●
il canile in cui verrà portato l’animale è quello di
riferimento del Comune sulla cui area è stato ritrovato il cane (pertanto
non è detto che un cane scappato nel Comune X non possa essere
ritrovato e accalappiato sul territorio del Comune Y dove magari si è
spinto vagando… e i canili di riferimento possono essere diversi);
●
passato un periodo nel canile sanitario (solitamente 10/15 gg) il
cane se non ancora reclamato dal padrone (o restituito perché
microchippato), viene trasferito in un canile privato convenzionato;
●
il canile privato convenzionato può trovarsi a pochi chilometri di
distanza oppure può essere collocato anche in altre Province o in
alcuni casi… in altre Regioni (
la Legge
Regionale
Lombardia, ad esempio, impone un massimo di
30 km
. dal luogo di ritrovamento, ma moltissimi Comuni non hanno ancora
provveduto a regolarizzarsi);
Si
capisce quindi che, spesso, qualora un cane non sia microchippato è
piuttosto difficile e complicato per un padrone che intenda cercarlo
riuscire a intercettare subito dove si trovi.
Per
questo bisogna:
●
contattare Asl, Comune e Polizia Locale per fare denuncia di
smarrimento;
●
richiedere nome e indirizzo del canile sanitario e di quello privato
convenzionato con il Comune sul cui territorio si è smarrito il
cane e andare a controllare di persona la presenza o meno
dell’animale;
●
informarsi sui nomi e gli indirizzi di tutte le strutture attigue
(e anche più lontane) sul territorio per poterle visitare alla ricerca
dell’animale;
Al
tempo stesso è consigliabile:
●
contattare gli Uffici per i Diritti degli Animali del territorio
comunale o provinciale e le Associazioni animaliste, che possono
aiutare nel suo ritrovamento;
●
affiggere locandine con foto del cane, data e luogo di
smarrimento e il proprio recapito telefonico.
Invece,
prima che il danno sia fatto, sarebbe opportuno dotare l’animale di
una medaglietta con recapito telefonico. Ma come si intuisce, microchipparlo
rimane l’unico modo sicuro per ritrovarlo (anche se si consiglia
comunque di attivarsi come sopra e non attendere di essere contattati
dalle asl).