ROY INCATENATO E LASCIATO MORIRE NEL CORPO E NELL’ANIMA! !

San Cesario (San Cesario)
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Dove si trova il cane: puglia

PUGLIA: RICEVO E INOLTRO

SONO STANCA DI ASSISTERE A TANTA MALVAGITA’
ROY E LA CATENA MALEDETTA!
ROY INCATENATO E LASCIATO MORIRE NEL CORPO E NELL’ANIMA! !
Quando sono andata a un paese lontano dal mio, dopo segnalazione, non immaginavo di vedere un essere vivente trattato come spazzatura, era incatenato a un albero,sotto il sole cocente, impassibile e rassegnato.
Evidenti le ferite del corpo e dell’anima, chissà da quanto era lì tra feci vecchie e nuove, l’unico amico l’albero a cui avevano legato la maledetta catena. Quando mi ha vista mi è venuto piano piano vicino perché aveva capito che ero lì per lui, lui che era solo un oggetto per i suoi aguzzini finalmente era considerato un essere vivente. Sul volto una ferita infetta, dalla quale si intravedeva l’osso della mascella e i molari, il collo martoriato dalla catena e il resto piaghe ovunque e pulci infinite che lo rosicchiavano. I suoi occhi mi dicevano di tutta la sofferenza subita da chi si chiama “UMANO”, non c’era tempo per chiamare aiuto e poi chiamare aiuta per farlo finire in un lager della zona? Ho chiamato gli aguzzini che abitavano in zona e con apparente gentilezza ho chiesto di darmelo, dapprima hanno dimostrato il loro disappunto ma poi mi hanno dato il “permesso” di prenderlo. Sono andata gli ho tolto la catena e l’ho messo in auto! In auto mi guardava stupito ed è venuto vicino leccandomi, le pulci hanno cominciato a invade l’auto e me stessa ma era libero. Portato subito in clinica: ha una forte anemia che stanno curando, beve, mangia, aria condizionata, per fortuna non ha la Leishmania. Roy è un cane anziano o meglio la sua vita è stata non vita per colpa di esseri spregevoli! Adesso diamogli una famiglia per essere amato, Roy è dolcissimo è un amore! TAGLIA PICCOLA! Per adozione 3934905594

PUGLIA: La storia di questo sfortunato cagnolino è una delle tantissime che si vedono su facebook e che troviamo nella realtà ma la sua storia è al limite della cattiveria umana, una cattiveria voluta, continua e soprattutto diabolica verso un essere così buono e ancora fiducioso verso gli umani. Roy ha vissuto la sua vita senza amore, senza un minimo di rispetto, incatenato sotto un albero, in mezzo alle sue feci mai pulite, mangiando solo quando i carnefici si ricordavano o avevano avanzi. Lui girava sotto l’albero mentre il corpo ha cominciato a cedere al caldo, al freddo, agli insetti. Roy non aveva un nome, non ha mai conosciuto una carezza, la pietà di questi esseri infernali. Un giorno però, quanto ormai gli rimaneva poco da vivere se non fosse stato curato è stato visto. Quando mi hanno contattata due amiche e volontarie non credevo ai miei occhi e parlando con gli aguzzini ho dovuto trattenere la rabbia per poterlo salvare, recitando una parte ho preso di sorpresa questi esseri inutili e appena mi è stato risposto che potevo prenderlo non ho più pensato a niente solo a lui e quei metri che separavano l’albero dalla mia auto mi sono sembrati chilometri fino a quando non l’ho messo in auto e sono partita. Roy mi ha guardata e non credeva ai suoi occhi, il collo con i segni di una catena, la schiena piena di larve e infinite pulci che si nutrivano di quel corpo esile e magro, ma la cosa più orripilante, dolorosa era sul suo viso bucato, tanto che si vedevano i denti, pieno di pus e insetti. Lui si è messo a cuccia e mi guardava e poi raggiunte le altre volontarie lo abbiamo fatto bere, mangiare e un bagnetto rinfrescante, dopo lo abbiamo portato urgentemente in clinica.