CANI DELLA ROMANIA. Accalappiare
e uccidere centocinquanta randagi al giorno: fu questo il perentorio
ordine dato dal sindaco di Bucarest Traian Basescu nel marzo del 2001.
Presto questa decisione diventò legge nazionale e venne estesa, nel
novembre 2002, a tutto il territorio romeno. Nella capitale vagava
scheletrito un cane per ogni otto abitanti. Le cause? Quando l’ex
presidente Ceausescu volle cambiare il volto delle città rumene e
“ammodernarle” sostituendo le tradizionali casette con giardino di
stampo contadino con enormi blocchi condominiali, migliaia di cani,
usati per lo più per la guardia, si trovarono in strada da un giorno
con l’altro. E, ovviamente, nessuno pensò a sterilizzarli. Nei
decenni si riprodussero a un ritmo tale che la situazione fu presto
fuori controllo.
Il
metodo delle uccisioni si rivelò presto per quello che era: insensato e
inutile oltre che raccapricciante. L’Organizzazione Mondiale della
Sanità è stata chiara: l’unico metodo scientificamente valido per
risolvere il problema del randagismo è quello delle sterilizzazioni a
tappeto. E proprio su questo metodo Sara Turetta, fondatrice e
presidente di Save the Dogs onlus ha puntato tutto.
Nel
2002 la Turetta è riuscita a strappare ai sindaci di Cernavoda e di
Medgidia, due cittadine nel Sud-Est della Romania, uno storico accordo:
fermare le uccisioni dei cani di strada in cambio di sterilizzazioni a
tappeto. E proprio a Cernavoda, Sara è riuscita a realizzare la clinica
veterinaria per le sterilizzazioni con annesso rifugio. I cani vengono
raccolti con metodi non traumatici (offerta di cibo o anestetico) e
portati nel centro. Rifocillati e curati, vengono sterilizzati e, dopo
la convalescenza, reimmessi nel loro branco, nello stesso luogo dove
erano stati prelevati. A oggi, - novembre 2006 – gli animali
sterilizzati sono circa 4700. I cuccioli, i cani anziani, malati o
troppo denutriti e spaventati per tornare sulla strada rimangono
permanentemente in rifugio. Tra questi, quelli giudicati adottabili per
età, temperamento e condizioni di salute vengono portati in Italia e
sistemati in pensioni e rifugi di qualità in attesa di trovar loro una
famiglia. Il fatto di non trovare subito un numero di richieste di
adozioni sufficienti costringe Save the dogs a mantenere gli animali per
lunghi periodi e ciò comporta un costo . Per questo motivo, una
preziosa valvola di sfogo è rappresentata dall’aiuto fornito da quei
paesi europei dove il problema del randagismo è già stato
completamente risolto o non è mai esistito. Ecco perché è partito un
progetto di collaborazione internazionale con l’associazione svedese
Hundhjälpen, che ha mostrato di possedere una stretta comunanza di
intenti con Save the dogs.
Nel
maggio 2006, è partito un progetto ambizioso e molto dispendioso:
l’inaugurazione della prima clinica mobile per le sterilizzazioni dei
cani randagi nei villaggi sull’asse Cernavoda-Medgidia. Clinica che è
stata generosamente donata dalla soubrette olandese Bridget Maasland
che, dopo aver visitato Chajna, il canile della morte di Bucarest e aver
conosciuto Sara Turetta, ha adottato un cucciolo rumeno e ha fondato
l’associazione protezionista olandese Dutchy Puppy. Dopo aver operato
prevalentemente a Medgidia durante l’estate, dove ha portato soccorso
veterinario agli animali di strada malati e feriti e dove ha permesso la
realizzazione di 1087 sterilizzazioni (dati del novembre 2006) ora si è
spostata a Calarasi. Proprio su questa poverissima piccola città si
stanno concentrando negli ultimi mesi gli sforzi della onlus che sta
portando aiuti consistenti in materiale veterinario, cibo, cucce e
tettoie a un canile dove gli animali vivevano in condizioni
terrificanti, ai limiti della sopravvivenza, devastati dalle malattie e
dalla fame.
Per
altre info:
www.savethedogs.it